Recensione di Michael Simeon di Radio Blast.
Il punk rock è calore. Il punk rock è cuore. E anche se i cuori sono separati nel nome del gruppo di sicuro non lo sono nella musica. Il terzo capitolo discografico del quartetto vicentino “Summer Bummer” ci regala un gruppo in forma smagliante, con un approccio più diretto e di stomaco rispetto al passato, senza troppi fronzoli. Certo i Marked Men sono ancora lì come numi tutelari, ma la miscela di punk e rock’n’roll dei Hearts Apart è pura benzina che diventa fuoco senza dover aspettare il fiammifero di turno. Se poi ci mettete anche la giusta dose di melodia, il gioco è fatto. Uscita italiana dell’anno? Chissà, per il momento il posto sul podio se lo godono per bene.
Intervista a cura di Ale di PlanetEarth1994. Una parte fondamentale di una pubblicazione è l’artwork di cui la copertina è forse l’aspetto più significativo, spesso può anticipare o accompagnare essa stessa il contenuto musicale o il messaggio che la band vuole trasmettere, credo sia anche il caso della foto sulla front cover di Summer Bummer, ci raccontate i retroscena dello scatto e i motivi della scelta?

L’idea è nata da Silva, il nostro cantante/chitarrista. Ha immaginato una copertina che potesse trasmettere sia un certo disagio che una certa ironia, sia della sofferta staticità che dell’energia, il tutto ovviamente in un contesto estivo. Abbiamo scelto il nostro amico Juri Clavello -indomito organizzatore di eventi nel Vicentino- come protagonista, dato il volto truce ed il fisique du role. In tre ore abbiamo ottenuto lo scatto perfetto: grande plauso ad Andrea Maino, fotografo eccellente, ma anche al fraterno amico Pozzi, che vedete in tuffo alla destra di Juri. Si è dovuto lanciare in acqua almeno 30 volte, con conseguente otite. Se non è amicizia questa!
Summer Bummer è stato registrato su un 8 piste a cassetta in presa diretta nello spirito genuino della vostra musica, ci dite qualcosa in più su questa esperienza vintage risultata a mio avviso vincente?
È stata un’idea del sommo Maurizio “Icio” Baggio, maestro del suono (La Distilleria Produzioni Musicali) che ci ha proposto di utilizzare questo suo Tascam. Tutto lo strumentale è stato preso in diretta, tutti e quattro assieme, ed in 3 ore -dilazionate in due sere consecutive passate a birrette in saletta prove- abbiamo ottenuto i 6 brani, quasi già dal suono perfetto. Abbiamo aggiunto poi le voci ed i cori poi in studio, et voilà.
Autoironia, resilienza e cura delle relazioni, questo e molto altro dietro ai vostri testi, da dove parte la vostra scrittura e cosa vuole portare al pubblico?
Ciò che scriviamo nasce da esperienze relazionali malriuscite, da ansie ed angosce, da certi bui interni difficili da estrarre. La nostra è una forma di terapia, che può risultare efficace anche per chi ci ascolta: non aver paura di dimostrarti fragile e in bisogno di aiuto (machos del cazzo) , non aver paura di lasciar trasparire le tue emozioni. Le emozioni sono fottutamente rock’n’roll! Non abbiamo grandi soluzioni ma ce la mettiamo tutta per trovare un antidoto di sudore ed energia, un piccolo riscatto, il nostro divertiro esorcizzare.
Summer Bummer è uscito per Epidemic rec, una delle tante piccole etichette che tengono vivo il panorama underground italiano, com’è nata la collaborazione con Gab de la Vega? Quanto è importante in questi tempi digitali per una band farsi supportare da persone che con passione curano la promozione e la distribuzione di un disco non solo in Italia?
Gab è persona formidabile che conosciamo davvero da tanto tempo. Gli proponemmo un’uscita digitale, poi valutammo una musicassetta, ed invece ne è uscito un vinile azzurro! Il suo supporto è fondamentale, necessario, ci sta mettendo in contatto con molte piccole grandi realtà alle quali non saremmo arrivati, e lo fa in maniera impeccabile, un professionista esemplare.
Quanto è importante per voi suonare dal vivo e come vedete la situazione attuale dei live in Italia? Sembra sempre difficile rispetto a paesi come la Germania programmare dei tour soddisfacenti, è vero?
La nostra casa è il palco. Suonarci i nostri pezzi è cosa necessaria. La situazione generale pare vacillare di anno in anno sempre più, ma si trovano ancora gente e locali valevoli coi quali collaborare, sebbene meno che pre covid e ancor meno pre crisi 2009. Abbiamo poi un governo pessimo che della cultura fa carta da cesso, e questo non aiuta. Certo, in Europa è differente, ma non è tutto rose e fiori nemmeno al di là delle Alpi.
Immaginiamo un ragazzo che ha appena iniziato a seguire il punk rock che per caso ascolta e si innamora di Summer Bummer, quali band o dischi gli consigliate per continuare ad addentrarsi nel sound a cui vi ispirate?
Beh, tutta Avril Lavigne, l’inventrice del punk suvvia. Cazzate a parte, se è gasato da ciò che facciamo noi direi allora Fix My Brain dei Marked Men, Rocket to Russia dei Ramones, Versus God dei Dillinger Four, Human Atom Bomb dei Randy, And Out Come The Wolves dei Rancid, Veni Vidi Vicious dei The Hives, e poi Cock Sparrer, The Muffs, The Bronx, The Peawees, Teengenerate, The Dwarves, gli ACDC di Bon Scott, Meat Wave, Bad Nerves, the Vicious, Fucked Up, Against Me, Hot Snakes, Jerry Scotti.